ROBI-radiografiaIl 16 gennaio il robot ROBI ha fatto il suo debutto in Italia
e si è presentato al grande pubblico muovendo i primi passi e pronunciando le prime parole in italiano. Ci siamo emozionati tutti, me compresa.
So che però molti di voi si stanno chiedendo cosa vi sia sotto la scocca e dietro a quegli occhioni colorati.
Perché non gli facciamo una bella radiografia insieme?
Il corpo di ROBI ha ben 20 giunture e altrettanti servomotori. Tali servomotori, che compongono l’apparato locomotore di ROBI, sono stati sviluppati e adattati appositamente dall’azienda giapponese Futaba Corporation.
Il design del robot, studiato da Tomotaka Takahashi, unito alla qualità dei servomotori made in Japan rendono ROBI un gioiello di tecnologia capaci di interagire con noi con grande naturalezza, grazie a una capacità unica di comunicare e ispirare simpatia.
Ma ROBI non è caratterizzato solo da movimenti fluidi. Il suo punto di forza è il riconoscimento vocale che gli permetterà di interagire con i componenti della sua famiglia “adottiva” con 250 espressioni differenti. Con “espressioni” non si intendono singole parole ma intere frasi di senso compiuto.
Chi ha dato “il dono della parola” a ROBI è un’altra azienda nipponica, la RayTron Inc, che produce la sofisticata scheda per il riconoscimento vocale ma non solo.
Anche il telecomando IR (a raggi infrarossi) è sempre stato sviluppato dalla stessa azienda.
Il cuore di ROBI, il microprocessore posizionato nel torace, è un chip installato in una scheda madre progettata e realizzata da Vstone. Anche quest’ultima azienda giapponese, con sede nella rumorosa Osaka, è specializzata in componenti di alta qualità.
La radiografia sembra essere andata bene. La prossima volta però vi racconterò qualcosa di più.

Avete qualche curiosità particolare che volete soddisfare? Lasciate un commento sotto l’articolo.