takahashisanPrima parte: Takahashi Tomotaka da Astro Boy a Pinocchio…

Galeotto fu Astro Boy, un bambino robot dai sentimenti umani, nato, nel lontano 1952, dalla matita di colui che viene considerato il “dio del manga”: il maestro Osamu Tetsuka.

Furono proprio le caratteristiche di Astro Boy a segnare, sin dall’infanzia, il piccolo Takahashi Tomotaka, oggi famosissimo creatore di robot del Paese del Sol Levante.

Takahashi, il cui cognome in giapponese significa “alto ponte”, nasce ad Osaka nel 1975.
Come la maggior parte dei bambini giapponesi, di ieri e di oggi, all’età di 8 anni si appassiona agli anime e ai manga e, grazie alla creazione di Osamu Tetsuka, si innamora del magico mondo dei robot.
Con il trascorrere degli anni Takahashi svilupperà, lui stesso, dei robot in grado di esprimere sentimenti grazie alla propria ASTRO-BOYpersonalità, molto simili a quel Astro Boy a cui si era affezionato da bambino. Ma andiamo per gradi.

Nonostante i robot siano il suo vero chiodo fisso, Takahashi intraprende degli studi umanistici: nel 1998 infatti si laurea alla facoltà di Sociologia. La sua passione però lo spinge, in seguito, nel 1999, a proseguire gli studi iscrivendosi alla facoltà di ingegneria della prestigiosa Università di Kyoto.
Fino a quel momento però, il giovane Takahashi, non aveva ancora coronato il suo vero sogno: quello di creare un robot con le proprie mani.

La cosa gli riuscirà qualche anno dopo, nel 2003, quando è ancora studente, fonda l’azienda Robo-Garage, che diverrà rinomata per la costruzione di robot umanoidi.

Come la maggior parte di quelli che ce l’hanno fatta, demtakjpganche Takahashi sarà pur dovuto partire da quattro mura spoglie, un garage, una cantina o no?

Solitamente è così che iniziano le aziende di successo! Beh le mura di Takahashi racchiudevano una stanza di 6 tatami (9 metri quadrati circa) all’interno della quale hanno preso vita i primi prototipi tra cui Magdan.

Come fa a starci un gruppo di persone in una stanza? No, nessun gruppo, Takahashi, che è solito definirsi un artista oltre che un inventore, crea i robot da zero ma soprattutto da solo: dall’ideazione fino alla realizzazione finale, costruendone con meticolosità ogni singolo pezzo.

Come mastro Geppetto ha fatto con Pinocchio, anche Takahashi predilige il legno, intagliando personalmente tutti componenti dei robot dalla testa ai piedi,  passava intere giornate chiuso nella sua piccola stanza sfidando, il caldo torrido delle estati giapponesi o il rigido inverno.

robot-takahashiMa che cosa hanno di così speciale i robot creati da Takahashi-san. Beh, lui non è un inventore come tanti altri. Secondo Takahashi i robot devono avere, il più possibile, fattezze e movenze umane. Dei piccoli esseri nei quali possiamo rispecchiarci. Potrebbe sembrare qualcosa di scontato, ma provate a ripensare a tutte le volte che avete sentito parlare di robot: talvolta erano con 4 zampe, magari con braccia e gambe ma senza volti, con le ali… qualunque cosa, ma non questo.

Per Takahashi, i robot devono avere degli occhi da guardare e non una semplice telecamera, una bocca con cui parlare e non un semplice altoparlante, delle gambe che riproducano la fisicità umana e delle braccia che si muovano in modo naturale.

Nel corso degli anni Takahashi ha studiato più gli umani che i robot osservandone la camminata, la fluidità, le movenze corporee in generale e le reazioni emozionali. Tutto questo è diventato codice di  programmazione e in seguito brevetti. Si perché Takahashi è previdente, brevetta tutto ciò che inventa.

Ah dimenticavo, niente robot mastodontici come Gundam e Goldrake; le creazioni di Takahashi non superano i 35 centimetri, perché come dice lui stesso “tra 15 anni per ogni essere umano ci sarà un robot”. Che c’è di strano, oggi ognuno di noi ha un cellulare, un lavatrice oppure un frigo… perché non un robot?

Dalla fondazione di Robo-Garage in poi, la carriera di Takahashi è tutta in crescendo… dalla scalata del Grand Canyon fino a raggiungere lo spazio.

Ma questo, ve lo racconterò la prossima volta.